Recensione: The tallest man on earth – The Wild Hunt
Lui è svedese e si chiama Kristian Matsson, ma preferisce nascondersi sotto uno strano pseudonimo: The tallest man on earth. E a sentirlo cantare non si può non pensare a Bob Dylan. The Wild Hunt è il suo secondo album, pubblicato a due anni di distanza dal brillante esordio di Shallow Grave.
Kristian non nasconde certo la propria passione per il menestrello di Duluth. Anzi, sembra quasi che cerchi di rincorrerlo in ogni giro di accordi, in ogni parola e soprattutto in una scrittura che è sempre ironica e in punta di penna.
Questo pugno di canzoni acustiche, suonate con tenera sfrontatezza, ricorda quel lontano 1964, anno di uscita di Another Side of Bob Dylan. Pezzi come la titletrack The wild hunt, King of Spain e You’re going back sono degli omaggi accorati alla tradizione folk americana, non solo al vecchio Dylan.
Di certo l’album non è un capolavoro, ma la scrittura di Matsson è piacevole, anche divertente. Se vi piace Mr.Zimmerman non lasciatevelo scappare. Ma non solo in quel caso, fidatevi. Altrimenti non riuscirete a capire perché un biondo svedese debba cantare come un minatore del Minnesota. Misteri della musica folk.
Voto: 6,7
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